Un grembo che porta vergogna

Fa abitare la sterile in famiglia, quale madre felice tra i suoi figli. Salmi 113:9

La sterilità della donna ha avuto nella storia un impatto discriminatorio nei suoi confronti, causato da un radicato pregiudizio maschile. Al punto che la donna veniva apostrofata come difettosa, inutile.  
Per secoli una sposa senza figli è stata additata, offesa, insultata. Come se la sterilità di coppia fosse una colpa, che ricadeva quasi sempre sulla donna. Colpa da espiare col ripudio e con l’isolamento affettivo.

Qualsiasi donna che desidera essere madre, se venisse a sapere di essere sterile sarebbe sicuramente turbata. 
In seguito a questa notizia avvertirebbe nel suo animo senso di frustrazione, smarrimento e amarezza. Delusione.

Ancor più questo accadeva in precedenza, quando la maternità era considerata un “dovere”.             
La Bibbia ci segnala diversi casi di donne sterili, le quali hanno poi ricevuto la Grazia di Dio, che ha posto fine al loro dolore con il dono di figli tanto desiderati. Inoltre, i figli poi partoriti sono diventati uomini che hanno poi onorato Dio con la loro fedeltà, esempi luminosi di grandezza, portatori della gloria del Signore

Ricordiamoci della storia di Anna, la madre di Samuele. Questo grandissimo profeta, oltre ad aver unto come Re di Israele sia Saul sia Davide, è stato una colonna portante del proposito di Dio, che uomo!
Ricordiamo Sara, da lei nacque Isacco il patriarca.
Ricordiamo Rebecca, dal cui ventre sterile nacque Giacobbe, poi divenuto Israele, da lui il regno di Israele. Altra donna sterile fu Rachele che concepì Giuseppe, che grazie alla capacità, donatagli da Dio, di interpretare i sogni, divenne vice-Re d’Egitto e Dio lo usò durante la carestia per sfamare il popolo di Israele, che grande uomo!

Un altro figlio di donna sterile è Sansone… ma ne parliamo domani.
(segue)

 

da: Una parola per te

Autore:Fortunato De Falco

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